Quesiti tecinci – Regola 9

Come dovrà comportarsi l’arbitro se, dopo una ripresa di gioco effettuata
regolarmente, la traiettoria del pallone viene intercettata da uno spettatore
o da un corpo estraneo?

 

Interromperà il gioco e, dopo aver fatto allontanare l’agente esterno, lo riprenderà
con una sua rimessa nel punto in cui è stata interrotta la traiettoria del pallone.*
Se ciò accade, però, durante l’esecuzione di un calcio di rigore, mentre il pallone
calciato si dirige in avanti (verso la porta), ne disporrà la ripetizione.

Per infrazioni che avvengono mentre il pallone si trova fuori dal terreno di
gioco o durante un’interruzione del gioco, possono essere inflitte sanzioni
tecniche quali calci di punizione o di rigore?

No, ad eccezione delle sanzioni previste dalla Regola 14, possono essere inflitte
soltanto sanzioni disciplinari.

Il pallone, che urta contro l’asta di una bandierina d’angolo e la spezza o
la fa cadere, resta sul terreno di gioco. L’arbitro dovrà interrompere il gioco
o lasciarlo proseguire?

L’arbitro interromperà il gioco per far rimettere a posto la bandierina e lo riprenderà
con una propria rimessa nel punto in cui si trovava il pallone quando il gioco è
stato interrotto.

Quesiti Tecnici (n.1/2013)

Un calciatore supera il portiere avversario e calcia il pallone verso la porta sguarnita. Un difendente, trovandosi nella propria area di rigore, lancia una scarpa o un altro oggetto che colpendo il pallone gli impedisce di entrare in porta. Come deve regolarsi l’arbitro?

 

La scarpa o l’oggetto è considerato come un prolungamento della mano del calciatore. L’arbitro interrompe il gioco, accorda un calcio di rigore ed espelle il calciatore per aver volontariamente toccato il pallone con le mani, impedendo così la segnatura di una rete.

Novità con la circolare n. 1

Stagnoli a SondrioSONDRIO – Siamo ormai alle porte della stagione sportiva 2013/2014, che inizierà a livello locale il 7 settembre, e come ogni anno è il momento di analizzare e acquisire le modifiche imposte al regolamento dall’Assemblea Generale IFAB riunitasi a Surrey. La principale novità per il calcio a undici è riferita all’interpretazione del fuorigioco, in quanto è stato fornito un significato preciso alla frase “trarre vantaggio da tale posizione”.

“trarre vantaggio da tale posizione” significa giocare un pallone:
1) che rimbalza o è deviato dal palo o dalla traversa o da un avversario, essendo stati in posizione di fuorigioco;
2) che rimbalza, è deviato o è giocato da un avversario su di una parata (o un salvataggio) intenzionale, essendo stati in posizione di fuorigioco;

Un calciatore in posizione di fuorigioco che riceve il pallone da un avversario, che gioca deliberatamente il pallone (tranne su una parata o un salvataggio intenzionale), non si deve ritenere che abbia tratto un vantaggio.

Anche nel calcio a cinque è stata introdotta una novità, ma sicuramente di minor importanza rispetto a quanto accaduto nel calcio a undici. La circolare n. 1 prevede l’aggiornamento delle tolleranze relative alla dimensione del terreno di gioco e del manto adottato in alcune categorie nazionali.

La grande novità del calcio a cinque per la stagione 2013/2014 riguarderà la Regione Lombardia, in quanto in via sperimentale verrà adottata la figura del Cronometrista nelle gare di Serie C1. Questa innovazione consentirà ai direttori di gara di acquisire importante esperienza in chiave nazionale.

Circolare numero 1 stagione 2013/2014

Quesiti tecnici (n.1/2013)

Durante una partita c’è stato un retropassaggio volontario al portiere. Quest’ultimo ha rinviato il pallone in maniera errata e la palla è schizzata verso l’alto all’interno dell’area di rigore. Mentre il pallone riscendeva un avversario ha tentato di colpire il pallone con la testa. A questo punto il portiere è intervenuto con le mani allontanando il pallone prima che quest’ultimo fosse stato toccato dall’attaccante. In questo caso come ci si deve comportare?

L’infrazione in oggetto è determinata da tre elementi: 1 – pallone giocato con i piedi; 2 – volontarietà; 3 – il portiere tocca il pallone con le mani. Nel caso prospettato è quelle che in effetti avviene, a nulla rilevando il fatto che il portiere abbia dapprima provato a rinviare il pallone con i piedi. Il divieto di toccare il pallone con le mani, nato dal fatto che un compagno del portiere abbia calciato volontariamente il pallone non viene a cessare per il fatto che lo stesso portiere lo tocchi prima con un’altra parte del corpo. Si tratta, però, di un semplice fallo e non anche di una scorrettezza e, pertanto, l’arbitro dovrà accordare un calcio di punizione indiretto senza assumere alcun provvedimento disciplinare.

Quesiti Tecnici: la regola 12

Quando il fallo di mano deve essere punito tecnicamente e quando disciplinarmente?

a) quando priva la squadra avversaria di una rete o della evidente opportunità di segnarla: calcio di punizione diretto o di rigore ed espulsione;
b) quando impedisce alla squadra avversaria, o propizia per la propria squadra, lo sviluppo di una importante azione di gioco, indipendentemente dal punto del terreno di gioco dove si è verificato: calcio di punizione diretto o di rigore ed ammonizione;
c) negli altri casi va assunto solo il provvedimento tecnico: calcio di punizione diretto o di rigore.

Che cosa si intende per carica?

L’atto di caricare un avversario può essere realizzato sotto le seguenti circostanze:
– “spalla a spalla” (non al centro della schiena dell’avversario), tenendo conto delle differenze in altezza, peso, forza…;
– con il pallone a distanza di gioco e senza usare braccia o gomiti;
– con uno o entrambi i piedi a contatto con il suolo del terreno di gioco.
È un infrazione caricare un avversario in un modo negligente, imprudente o con
vigoria sproporzionata. Non è, invece, da considerarsi infrazione, un contatto non violento né pericoloso effettuato, spalla contro spalla, con un avversario che ha il pallone a distanza di gioco o che lo sta giocando.

Ad un calciatore è consentito esultare dopo la segnatura di una rete?

Sì, purché tale manifestazione non ecceda per modalità e/o durata (ad esempio se il calciatore si attarda fuori del terreno di gioco o si arrampica sulla rete di recinzione, si copre il volto con la maglia o se la toglie del tutto). Verificandosi tali comportamenti, il calciatore deve essere ammonito.

Quesiti Tecnici: approfondimento del fuorigioco

Un calciatore in posizione di fuorigioco che non influenza un avversario, corre verso il pallone giocato da un compagno. L’arbitro deve attendere che tocchi il pallone per sanzionarne il fuorigioco?

Il calciatore può essere sanzionato prima di toccare il pallone, se nessun altro compagno in posizione regolare ha la possibilità di giocare il pallone. Altrimenti l’arbitro deve attendere e vedere se il calciatore in posizione di fuorigioco interviene nel gioco toccando il pallone.

Quando il pallone, su tiro o passaggio del compagno, viene toccato per ultimo da un avversario, la posizione di un calciatore in fuorigioco viene sanata?

No, poiché l’individuazione del fuorigioco deve essere effettuata al momento del tocco del compagno. Se, però, il pallone è giocato (toccato dopo essere stato posseduto e/o controllato, non semplicemente deviato) da un avversario, non esiste più infrazione di fuorigioco.

Un calciatore gioca il pallone verso un compagno che si trova in posizione di fuorigioco, ma un difensore tocca intenzionalmente il pallone con le mani. Quale deve essere la decisione dell’arbitro?

Se, secondo l’arbitro, il calciatore in posizione di fuorigioco deve essere sanzionato per aver preso parte attiva al gioco, punirà il fatto e riprenderà la gara con un calcio di punizione indiretto. Tuttavia, se l’arbitro ritiene che il calciatore non deve essere punito per aver preso parte attiva al gioco, sarà accordato un calcio di punizione diretto (o un calcio di rigore) contro la squadra del calciatore che ha toccato il pallone con le mani.

Quesiti tecnici (n.4/2012)

Un calciatore (già ammonito) passa nei pressi dell’arbitro e quest’ultimo si accorge che ha addosso un piercing che non aveva notato durante il riconoscimento. L’arbitro invita quindi il calciatore a lasciare il terreno di gioco per regolarizzare il proprio equipaggiamento.
Alla prima interruzione di gioco viene attirata l’attenzione dell’arbitro per i dovuti controlli prima del rientro in campo, se non che appena egli giunge nei pressi della panchina viene informato che il piercing non si può togliere in alcun modo.
La domanda è questa: il calciatore ovvviamente non può essere rimesso in gioco, ma deve essere espulso per doppia ammonizione, dato che comunque non ha ottemperato a quanto chiestogli dall’arbitro (già ammonito in precedenza) oppure semplicemente non potrà più partecipare alla gara, potendo essere sostituito?

Nelle ipotesi descritte, non riteniamo che il calciatore debba essere ammonito, vista la previsione contenuta a pagina 46 del Regolamento 2011. Il calciatore, infatti, non si rifiuta di adempiere a quanto disposto dall’arbitro, ma si trova nell’impossibilità di accedere alla richiesta. In tal caso, quindi, non sarà necessario assumere un provvedimento disciplinare, ma gli dovrà essere impedita l’ulteriore partecipazione alla gara.

Quesiti tecnici (n. 3/2012)

C’è differenza tra la volontarietà di uscire dal terreno di gioco e l’involontarietà di uscire dal terreno di gioco? Ovvero se un calciatore effettua una scivolata sul terreno di gioco e, per effetto della stessa, esce dal terreno sgambettando un avversario va comunque sanzionato con un calcio di punizione indiretto nel punto in cui era il pallone?

Nel caso che ci occupa è opportuno puntualizzare subito che non ci troviamo in presenza di un fallo, affinché un’infrazione possa essere definita tale essa deve essere commessa sul terreno di gioco. Cosa che nel caso esposto non avviene e, pertanto, la ripresa di gioco non potrà mai essere un calcio di punizione diretto.

E’ ovvio, altresì, che affinché si concretizzi un’infrazione che implichi il contatto tra calciatori, fuori dal terreno di gioco, questi debbano trovarsi (almeno in parte) all’esterno di esso. All’uopo, si deve ricordare che il Regolamento prevede che i calciatori, di norma, devono rimanere entro le linee perimetrali, pur essendo ammesso un temporaneo “sconfinamento” per fatti di gioco (ad esempio, superare un avversario). Non può, però, farsi rientrare in tale ottica l’azione di un calciatore che vistosi superato decide di protendersi oltre la linea per fermare irregolarmente l’avversario: in questa evenienza, infatti, il calciatore “decide” di uscire (anche se parzialmente) dal terreno di gioco per una ragione “non lecita”. Da qui scaturisce, quindi, l’assegnazione di un calcio di punizione indiretto nel punto in cui si trova il pallone (in conformità alla Regola 3), quale sanzione tecnica.

A tale ultimo fine, quindi, risulta essenziale determinare se il calciatore che commette l’infrazione si trovi già fuori dal terreno nel rispetto delle Regole, vi finisca senza volerlo oppure volendo.

Importanti novità dalla Circolare numero uno

SONDRIO – La 126esima Assemblea Generale Annuale dell’International Football Association Board (IFAB) si è tenuta nel Surrey (Inghilterra) il 2 marzo 2012. Dall’incontro sono emersi alcuni emendamenti che modificano il regolamento del gioco del calcio, di seguito le modifiche maggiormente rielvanti.

Le modifiche hanno interessato cinque regole e nello specifico: la regola 1, la regola 3, la regola 4, la regola 8 e la regola 12. Gli aggiornamento più rilevanti riguardano il numero dei calciatori, l’equipaggiamento e la ripresa del gioco. Mentre, la regola sul terreno di gioco ha subito un’aggiornamento legato alle modalità di posizionamento della pubblicità e la regola su falli e scorrettezze riguarda l’interpretazione della parola “platealmente” che è stata eliminata dal testo (“È più importante punire la conseguenza derivante dal fallo di mano piuttosto che la platealità dell’episodio“).

La regola 8 (Inizio e ripresa del gioco) è stata modificata precisando che su rimessa da parte dell’arbitro non sarà più possibile segnare direttamente una rete. La regola è stata modificata con la seguente motivazione: “Si sono verificate diverse occasioni in cui sono state segnate delle reti a seguito di rimesse da parte dell’arbitro senza contesa tra i calciatori, sottoponendo l’arbitro a una notevole pressione, in quanto egli è tenuto a convalidare la rete”. Per tanto, nel caso di segnatura di una rete sarà assegnato un calcio di rinvio alla squadra che l’ha subita e la rete non sarà convalidata, mentre in caso di pallone calciato nella propria porta verrà assegnato un calcio d’angolo alla squadra avversaria.

La regola 3 (Il numero dei calciatori) è stata aggiornata con l’aggiunta della procedura da seguire da parte del direttore di gara nel caso una società decidesse, poco prima dell’inizio della gara, di modificare i calciatori titolari senza informare l’arbitro. Infatti, capita spesso che per causa di un infortunio dell’ultimo momento i titolari che scendono in campo non sono gli stessi indicati in distinta. Per tale motivo è stato ufficializzato che anche se l’arbitro non venisse informato di tale sostituzione essa rimane possibile senza nessuna sanzione.

La regola 4 (L’equipaggiamento dei giocatori) è stata aggiornata indicando che nel caso venisse applicato del nastro adesivo ai calzettoni esso dovrà essere dello stesso colore della parte di calzettoni a cui viene applicato. “Un numero crescente di calciatori utilizza una quantità eccessiva di nastro adesivo sulla parte esterna dei calzettoni. Tale materiale può avere una varietà di colori e può modificare completamente l’aspetto dei calzettoni”.

Le modifiche alle altre regole del gioco del calcio le potrete consultare per esteso nel testo ufficiale della circolare numero 1 della stagione 2012/2013.

Quesiti Tecnici (n.1/2012) – parte 3

Un difendente non potendo più ostacolare regolarmente un avversario che lo ha superato, si “attacca” in modo palese alla maglia dell’attaccante (cercando di fermarlo). L’attaccante prosegue così la sua corsa con l'”ingombrante peso” del difendente, finché questi, non avendo più forze, molla la presa lasciando andare l’attaccante che segna una rete. L’episodio è realmente successo e, in questo caso, nonostante il palese comportamente antisportivo, l’arbitro ha lasciato correre convalidando la rete e, successivamente, ha ammonito il difendente. E’ corretta questa interpretazione oppure, avendo lasciato giocare e concretizzandosi il vantaggio, l’ammonizione è eccessiva?

Le decisioni dell’arbitro, nel caso prospettato, ci sembrano condivisibili: l’ostinazione del difendente, che disinteressandosi del pallone ha lungamente, in modo vistoso e con pervicacia tentato di interrompere con un fallo un’importante azione d’attacco (se non anche un’evidente opportunità di segnare una rete) non può non riteneresi, senza dubbio, un comportamento antisportivo, in quanto del tutto contrario allo spirito del gioco.